I pilastri dell’azione educativa

La scuola centra la propria proposta sul bene del Bambino, tenendo conto dei suoi bisogni di crescita fisica ed intellettiva, di maturazione affettivo sociale e del suo bisogno di autonomia. Per raggiungere questo fine la scuola si avvale della cooperazione dei Genitori per un’educazione permanente. Fa propria la concezione della persona espressa dal Vangelo; suo compito primario è assicurare un ambiente educativo che porti il bambino ad acquisire un atteggiamento di ascolto e di risposta alla “vocazione” cui è chiamata a rispondere.

L’educazione religiosa quindi rappresenta il presupposto fondante e il senso di tutte le altre esperienze. L’iniziativa e la responsabilità primaria in campo educativo spettano alla Famiglia, perché essa costituisce il luogo dove si comunica e si tramanda, da generazione all’altra, una precisa concezione della vita.

Lo sviluppo e il compimento di questa azione educativa implicano, come momento necessario e non esauriente che la scuola favorisca l’approfondimento della tradizione ricevuta e apra all’orizzonte ampio della realtà, nella convinzione che l’educazione nasca e maturi dentro il rapporto con un esperienza umana che si serve dell’istruzione come strumento.

La nostra scuola intende pertanto:

  • Differenziare la proposta educativa adeguandola alle esigenze di ciascuno; a tutti i Bambini deve essere data la possibilità di sviluppare al meglio le proprie capacità.
  • Valorizzare le risorse esistenti nel territorio (enti locali,associazioni culturali ecc.) allo scopo di realizzare un progetto educativo integrato, ricco e articolato affinché l’offerta formativa non si limiti alle sole attività curriculari, ma assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale.
  • Garantire a tutti i bambini iscritti uguali opportunità di crescita culturale.

Il progetto più aperto e flessibile è ovviamente quello costruito a posteriori, poiché in tal caso esso è rispettoso tanto dell’esperienza realmente vissuta, degli interessi reali del Bambino, delle sue modalità effettive di apprendimento e della capacità dell’insegnante di introdurre arricchimenti formativi e novità stimolanti.

Il Bambino, accompagnato dall’adulto, incontra la realtà, la scopre, la conosce, nell’intento di coglierne il senso.

L’esperienza permette al Bambino di prendere coscienza di sé nell’azione che vive, attraverso una ricchezza di rapporti con le altre persone e con il mondo. Il Bambino vive una reale esperienza solo se incontra una proposta caratterizzata da elementi concreti legati alla sua esistenza e che lo coinvolga nella sua globalità (corpo, mente, cuore).